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venerdì 10 gennaio 2014

LA COMUNICAZIONE NON VERBALE

La comunicazione non verbale, costituita da sguardo, mimica facciale, contatto corporeo, postura, distanza, orientamento, gesti, voce e aspetti non verbali del parlato è essenziale e, se si vuole trasmettere un messaggio efficace, deve accompagnare sempre la comunicazione verbale. Immaginiamo un’educatrice che, all’arrivo del genitore, è sulla soglia della stanza, tiene la porta aperta e sorride al bambino e alla mamma che lo tiene in braccio, poi li fa entrare tenendo le braccia aperte e guardando la mamma negli occhi. Oppure, la stessa educatrice resta all’interno della stanza, saluta mamma e bambino senza sorridere e tiene le braccia incrociate sul petto. Anche se il contenuto della conversazione può essere identico, è chiaro come le emozioni che traspaiono sono molto diverse. Dobbiamo sempre ricordare, quindi, che impostare una conversazione con il genitore o con qualsiasi altra persona non significa soltanto pensare ai contenuti da riferire, ma significa anche imparare a controllare i propri gesti, essere accoglienti con tutto il proprio corpo, comunicare empatia e comprensione attraverso il viso e gli occhi.


Vediamo ora quali sono gli aspetti, chiamati  3V+B, ai quali prestare attenzione:
  • V contatto visivo (oculare): guardare la persona
  • V tono della voce: ritmo e toni della voce, legame con la sfera emotiva
  • V aderenza verbale: stare con quello che l’altro dice, con la sua storia, non con la propria interpretazione di quella storia. Non cambiare argomento o se si cambia esserne consapevoli
  • B linguaggio corporeo: dimostrare attenzione e autenticità attraverso la postura del corpo

Altro elemento fondamentale da migliorare è l’ascolto attivo, che si attiva con questa sequenza:
1.Prestare attenzione e ascolto in maniera consapevole
2.Fare domande
3.Abilità di osservazione
4.Incoraggiare
5.Parafrasare
6.Fare il sommario
7.Verbalizzare

Esempi di linguaggio negativo vs positivo:
  • Non mi piace che tu faccia vs vorrei che tu facessi
  • Sei molto distratto vs stai attento!
  • Non essere così egoista vs puoi essere più generoso
  • Fai confusione perché non rifletti mai vs puoi rifletterci prima
  • Non finiamo mai in tempo vs vorrei che finissimo in tempo

Buone pratiche facilitanti:
Autorevolezza: Accogliere i cambiamenti e concordare alcune regole pratiche di comportamento, indispensabili alla convivenza
Reciprocità: parlare insieme di ciò che si fa, di chi si incontra, dei progetti, ecc
Intenzionalità: ascoltare, riflettere, condividere…
Incoraggiare: vedere gli aspetti positivi e non solo i rischi, annuire, fare gesti e espressioni facciali, ripetere parole chiave…
Riassumere: per chiudere una parte di colloquio rimandando all’interlocutore concetti chiave della comunicazione, senza interpretare
Parafrasare: riformulare i contenuti del messaggio dell’altro con parole proprie per chiarire il contenuto del messaggio
Verbalizzare: è una forma di supporto verbale che si riferisce più agli aspetti emozionali. Ad esempio, se ci dicono “Sono completamente scoraggiato, non ne posso più”, si può rispondere dicendo: “ti senti proprio a terra” o “ti senti triste per quanto ti sta capitando” o “non ce la fai più, ecco cosa provi in questo momento”.

giovedì 9 gennaio 2014

GLI EDUCATORI COME RISORSA


Essere risorsa per le famiglie significa, prestare sempre più cura e attenzione a quei momenti, come l’accoglienza e il ricongiungimento, in cui può essere messa in atto una comunicazione circolare (genitore, bambino, educatore), non casuale, ma consapevolmente programmata. È in queste occasioni che l’educatrice può, osservando la relazione della coppia bambino/genitore, “dare voce” a quei comportamenti del bambino che, a volte, vengono letti dal genitore in modo inadeguato, perché deviati dall’ansia e dalla preoccupazione.
Riflettere e mettere in atto atteggiamenti, strategie, scelte educative da parte delle educatrici, in quelle occasioni in cui i tre soggetti attivi del nido sono presenti contemporaneamente, può aiutare il genitore a cogliere la diversa modalità di relazione dell’educatrice nei confronti del suo bambino e consente all’educatrice stessa di rendere comprensibili agli occhi del genitore gli atteggiamenti del bambino, nella relazione con i coetanei, l’educatrice e il genitore (i pianti, i morsi, i rifiuti, ecc.).
L’educatrice risorsa per le famiglie, riesce a mettersi nei panni dei genitori, dimostrando chiaramente la sua accettazione nei confronti della mamma e del papà, manifestandola tramite azioni, parole, comportamenti. L’educatrice che sa provare empatia è capace di: “avere familiarità con una vasta gamma di sentimenti, guardare con la mente e non solo con gli occhi, riconoscere la parzialità del proprio punto di vista” (Stradi, 2001).
Saper ascoltare quanto ai genitori sta a cuore, capire i sentimenti e i significati nascosti nel messaggio che viene inviato, riconsegnare la propria interpretazione senza aggiungere o togliere nulla, costituisce una fase utile per mettere a fuoco i problemi. “Mettersi nei panni” dei genitori significa esprimere professionalità, sapendo indagare le dinamiche e le modalità di risposta ai problemi della vita affettiva e relazionale.

Tratto da Mondozero3 n. 6 Maggio-Giugno 2009
(R. Bosi, Pedagogia al nido, Carocci Roma 2002, D. Schön, Il professionista riflessivo, Dedalo, Bologna 2002, M.C. Stradi, Dialogo insegnanti-genitori, Junior, Bergamo 2001).



lunedì 30 dicembre 2013

IL RUOLO DEL COORDINATORE DURANTE LE RIUNIONI



Durante le riunione d’equipe un ruolo molto importante lo riveste il coordinatore.

Per quanto riguarda il metodo, il coordinatore si occupa di: 

  • Chiarire il compito di riunione 
  • Rimanere centrati sul compito 
  • Fare sintesi periodiche 
  • Separare la produzione di idee dalla valutazione 
  • Aiutare a ricercare le positività nelle idee altrui 
  • Rendere visibili a tutti le idee e le proposte emerse 
  • Garantire la successione logica delle fasi 
  • Controllare i tempi interni della riunione 
  • Verificare in itinere il raggiungimento dell’obiettivo

 Per quanto riguarda i processi comunicativi:

  • Stimolare i feed-back interpersonali 
  • Dar voce alle domande velate o quelle cadute nel vuoto 
  • Valutare qualitativamente le interazioni 
  • Gestire i silenzi 
  • Abituare a collegarsi con le idee di chi ha parlato prima 
  • Attenzione ai giochi relazionali

 Per quanto riguarda le dinamiche invece deve:

  • Gestione dei conflitti 
  • Controllo dell’equilibrio efficacia-efficienza 
  • Lettura dei sintomi di fissità o movimento 
  • Coinvolgimento dei partecipanti

 E per concludere occorre:

  • Riprendere gli obiettivi e i concetti di fondo 
  • Riprendere e verificare decisioni e incarichi

sabato 28 dicembre 2013

LE BARRIERE NELLA COMUNICAZIONE

Ci sembra molto interessante postare questi utili consigli sulla comunicazione....sarebbero molto utili da utilizzare durante il nostro lavoro quotidiano!!

Cliccando sopra ingrandirete l'immagine e potrete leggere meglio!

giovedì 26 dicembre 2013

METODOLOGIE PER IL LAVORO D’EQUIPE

Vi suggeriamo un elenco di tecniche e strategie attraverso le quali il gruppo di lavoro può costruire la propria professionalità:


► incontri quotidiani tra educatrici sulla base dei bisogni evidenziati, intra ed extra sezione

► incontri settimanali con la responsabile

► incontri mensili con il coordinatore pedagogico

► incontri con specialisti del territorio (psicologo, pediatra, assistente sociale..)

► formazione costante attraverso letture di articoli, testi e fascicoli inerenti la prima infanzia

► partecipazione a corsi di formazione organizzati da diversi enti

► collaborazione con progetti di tesi e tirocini dell’Università

mercoledì 11 dicembre 2013

INFONIDO

Avete mai sentito parlare di InfoNido?? Esso è un particolare software (http://www.infonido.com/) che permette di organizzare e semplificare la gestione degli asili nido e delle strutture dedicate al settore dell'infanzia. Con l'odierna diffusione delle tecnologie e della comunicazione multimediale, questo software sembra essere uno strumento efficace e "al passo coi tempi".
Eccolo mostrato in azione:   





 Io personalmente non l'ho mai usato, ma mi incuriosisce molto! C'è qualcuno di voi che l'ha provato? O vi piacerebbe provarlo? Cosa ne pensate??

lunedì 9 dicembre 2013

LA COMUNICAZIONE EFFICACE

La Comunicazione! Questa è la parola magica nei rapporti tra educatrici e genitori, infatti è sempre auspicabile che qualsiasi cosa venga detta personalmente ed in modo diretto, senza delegare ad altre figure ed evitando di ricorrere a forme scritte....Certo non bisogna mai comunicare opinioni personali o giudizi, ma solo quanto viene osservato nei bambini.
Ecco alcune semplici regole pratiche, utili nella per una comunicazione efficace:
°       parlare con il genitore in una situazione tranquilla (senza la presenza del bambino o di altri genitori)
°         ascoltare con attenzione
°         essere chiari, concisi e coerenti
°         non fare confronti tra bambini
°        chiedere sempre cosa ne pensa il genitore in merito ad un problema o a una difficoltà
°         trovare un equilibrio comune sul quale fare riferimento per condividere
°         sostenere il genitore senza che venga lasciato solo
°         essere empatici e dare fiducia
°         pianificare la comunicazione di alcune problematiche più complesse

LA COMUNICAZIONE NEL COLLETTIVO

Le educatrici devono essere consapevoli di due aspetti fondanti la comunicazione all’interno di un asilo nido:
  •           La comunicazione è parte fondamentale del proprio lavoro
  •          La comunicazione è uno strumento di lavoro collegiale che implica intenzionalità
Detto questo ecco alcuni consigli  per pianificare e gestire la comunicazione all’interno dell’equipe di educatori:
  •       definire il modo di raccogliere le informazioni provenienti dalla famiglia
  •      definire il modo di diffondere le informazioni alla famiglia
  •      delineare il modo di porsi con le famiglie (essere più o meno informali)
  •      definire il modo in cui comunicare eventi traumatici
  •       specificare il contenuto del feedback quotidiano alle famigli e la forma del messaggio (orale o scritta)
  •       rispettare in ogni caso la privacy
  •       decidere chi e come fornisce informazioni sul servizio in generale